LO ZUCCHERO
 
Quello che comunemente chiamiamo zucchero è in realtà chimicamente saccarosio, ma la comune denominazione commerciale è zucchero . Il saccarosio è una sostanza che, in biochimica, viene definita disaccaride perchè composto da due monosaccaridi cioè da due zuccheri semplici: il fruttosio e il glucosio.

A loro volta questi zuccheri rientrano nella grande famiglia di carboidrati (CHO), costituiti da atomi di carbonio, idrogeno e ossigeno, che insieme ai grassi, alle proteine, alle vitamine, ai sali minerali formano i cinque grandi gruppi di principi nutritivi indispensabili all'organismo.

Esistono carboidrati semplici e carboidrati complessi: ai primi appartengono i monosaccaridi e i disaccaridi, ai secondi i polisaccaridi o amidi. Nella pasta, nel pane, nelle patate si trovano soprattutto amidi, mentre nella frutta, nel latte e nello zucchero, si trovano carboidrati semplici.

Questo spiega quella certa confusione che talvolta si genera parlando appunto di "zuccheri": questa parola infatti viene spesso usata come sinonimo di glucidi o carboidrati; in realtà il termine dovrebbe essere riservato soltanto ai carboidrati semplici, caratterizzati dal sapore dolce: il saccarosio, il lattosio e il maltosio.

Una cosa è certa: l'apporto di zuccheri nella nostra alimentazione non proviene soltanto da quello che mettiamo nel caffè o nella preparazione di un dessert, ma anche dal saccarosio contenuto in molti alimenti, dalle bibite alle marmellate, e dai polisaccaridi o amidi, di alimenti come la pasta e i farinacei in genere. Per questo bisogna distinguere fra zuccheri e zucchero, ma anche tener conto che gli zuccheri si sommano nell'alimentazione e stare attenti alla quantità complessiva.

Dello zuccherro bisogna sottolineare subito la naturalità: infatti per ottenerlo, basta estrarlo dalle piante che ne contengono di più.

Molti sono i vegetali che presentano saccarosio nella loro linfa; in particolare ne sono ricchi la canna da zucchero (Saccharum officinarum) con il 15/25%, la radice di barbabietola (Beta vulgaris) con il 10/25%, il fusto del sorgo da zucchero (Sorghum saccaratum), il succo del fusto dell'acero (Acer saccharinum) dal quale si ricava appunto lo zucchero d'acero.

 

www.pininpero.com © Figli di Pinin Pero & C. s.p.a. 2000