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Vita,
regole e costumi di Dobbiamo essere grati
al Prof. Dotti Pietro per questo suo studio sul comune di Nizza Monferrato. |
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L'autore s'è valso, come s'è detto, degli Statuti del Comune di Nizza e delle poche fonti disponibili per una storia del Medio Evo nicese, come il manoscritto anonimo inedito sull'assedio di Nizza del 1613, i frammenti inediti di una Chronica dell'edificazione di Nizza, conservati nell'archivio comunale di Nizza e le Note, pure inedite, scritte sull'agosto 1860 da Alessandro Ripa di Meana. Com'è noto l'archivio
comunale di Nizza è stato, per quanto riguarda il fondo storico, non solo
depauperato, ma quasi nullificato da successive devastazioni, soprattutto
conseguenti a fatti bellici, per cui in molte occasioni, è necessario
procedere in termini suppositivi. Parte dalla convinsione
che ci siano buone ragioni per credere che "l'istrumento" del 1021, citato
da Jacopo Durandi, in cui si nomina Villa curte Nicia, sia andato perduto
durante i successivi saccheggi ai quali Nizza fu sottoposta, ma che non
se ne possa negare l'autenticità. Di particolare interesse
è la sezione dedicata all'urbanistica: nelle pagine dedicate a quest'aspetto
del poderio nicese abbiamo modo di venire a conoscenza della struttura
della Nizza medioevale e della disposizione delle sue vie. Le pietre di Nizza
sono quasi del tutto mute e si respira poca storia e leggenda nelle vie
e nelle piazze della città, tanto che sarebbe quasi priva di passato se
non ci fosse la non mai abbastanza lodata opera storica del Dott. Migliardi
che ha raccolto quello che era possibile sottrarne all'usura del tempo.
Questa proposta interpretativa è interessante perchè si uniforma all'attribuzione tipologica, che troviamo nel 1° volume della Storia d'Italia einaudiana, di Nizza ai centri medioevali, rari in Piemonte, a struttura ortogonale anomala rispetto alla struttura radiocentrica che caratterizza molti centri urbani medioevali. |
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